Aumenti di capitale a titolo gratuito e le clausole di anti-diluizione

Le clausole di anti-diluizione trovano uno strumento di legittimazione forte nelle previsioni statutarie che ai sensi dell’art. 2468, comma 3, c.c., attribuiscono a uno o più soci (eventualmente, in aggiunta al privilegio sugli utili e/o riserve in distribuzione) il diritto di ottenere in sede di aumento gratuito del capitale sociale un incremento più che proporzionale rispetto alla propria quota di partecipazione al capitale sociale. Tanto si deduce applicando alle clausole di anti-diluizione la massima 159, 17 maggio 2016, del Consiglio Notarile di Milano secondo cui i diritti particolari attribuiti ai soci possono riguardare la distribuzione non soltanto degli utili dell’esercizio corrente, bensì anche delle riserve di utili di esercizi precedenti, riportati a nuovo. Tecnicamente questo può avvenire attraverso l’ imputazione a capitale delle poste patrimoniali coinvolte mediante un aumento di capitale a titolo gratuito, trattandosi semplicemente di modalità di utilizzo di riserve di utili, entrambe ammissibili al fine di soddisfare i particolari diritti di che trattasi. Unica condizione è che per l’introduzione, la modifica e la soppressione di una siffatta clausola occorre il consenso unanime dei soci, ai sensi dell’art. 2468, comma 4, c.c. Questo diritto particolare diventa lo strumento con cui viene assicurata al socio beneficiario di un accordo di anti-diluizione la sua effettiva praticabilità anche su base statutaria.