Limiti di ricorribilità al Collegio di Garanzia Coni

Avv. Andrea Bernasconi

 

Tesserati e affiliati di tutte le Federazioni Sportive Nazionali potrebbero tornare ad avere incondizionato accesso alle stanze del Collegio di Garanzia del Coni al fine di tutelare i propri diritti in punto di legittimità e dopo aver esperito i primi due gradi Federali di merito.

La riforma della Giustizia Sportiva entrata in vigore nella tarda primavera del 2014 aveva infatti sancito limiti alla possibilità di ricorrere al Collegio di Garanzia, giudice di legittimità, contro decisioni che comportassero l’irrogazione di sanzioni tecnico-sportive di durata inferiore a novanta giorni o pecuniarie fino a 10.000 euro.

A distanza di 2 anni si registra una importante decisione della sezione IV del Collegio di Garanzia CONI che rimette alle proprie Sezioni Unite il quesito sulla effettiva operatività di tali limiti.

Nel caso di specie, noncurante di tali preclusioni, la Procura Generale del CONI aveva impugnato, avanti al Collegio, un provvedimento decisorio di assoluzione degli incolpati emesso da una corte Federale. Le parti incolpate hanno quindi eccepito l’inammissibilità dell’impugnazione esperita dalla Procura Generale proprio in forza del fatto che l’assoluzione sarebbe decisione al di sotto dei suddetti limiti e, pertanto, non conoscibile dal Giudice di legittimità.

Nello spogliarsi della questione a favore delle Sezioni Unite la Sezione IV da una parte richiama una loro precedente sentenza in base alla quale la ratio complessiva della riforma che ha istituito il Collegio di Garanzia dello Sport è di evitare che l’organo di legittimità della giustizia sportiva si occupi di controversie c.d. “bagatellariâ”, cioè di lieve entità. Dall’altra parte ritiene, tuttavia, che tale decisione non chiarisca esattamente cosa accada laddove, seppur in presenza di assoluzione, la questione sia di particolare importanza per l’Ordinamento Sportivo come nel caso di contestazione di illeciti.

E’ attesa, quindi, a breve la decisione che potrebbe incidere in modo determinante e concreto su decine di ricorsi oggi pendenti avanti alle Corti Federali e sulle posizioni di tesserati ed affiliati coinvolti che potrebbero avere libero accesso alla giustizia di legittimità.