L’ assunzione di un gruppo di lavoratori può costituire cessione di ramo di azienda

Un gruppo di dipendenti, quando dotati di particolari competenze e stabilmente coordinati e organizzati tra loro nello svolgimento dell’attività lavorativa idonea a tradursi in beni e servizi ben individuabili, costituisce un ramo di azienda che può essere oggetto di trasferimento anche qualora non vi sia una contestuale cessione di beni strumentali. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7121 del 12 aprile 2016 (applicando in via estensiva un suo precedente del 2005) ha configurato la cessione di un ramo di azienda con riferimento al caso in cui un gruppo di lavoratori era stato riassunto da un nuovo appaltatore di servizi, subentrato a un precedente, il quale aveva provveduto al licenziamento di quegli stessi lavoratori. Tanto ha comportato l’applicazione dell’articolo 2112 del cod. civ. -relativo proprio ai trasferimenti di azienda- che determina il mantenimento, da parte dei lavoratori, delle prerogative e dei diritti acquisiti sotto la gestione dell’imprenditore che ha ceduto il ramo di azienda. Nel caso di specie il nuovo appaltatore dovrà accollarsi economicamente per ogni singolo lavoratore le posizioni retributive e contributive maturate durante il rapporto di lavoro in essere con il primo appaltatore. La decisione che configura il trasferimento del ramo di azienda a prescindere dalla cessione di beni strumentali e di contratti accessori, rappresenta un precedente importante da tenere a mente anche nella cessione di contratti che comportano il passaggio di gruppi di dipendenti e nelle riorganizzazioni aziendali che riguardano lavoratori che operano in modo sinergico in attività ad esempio digitali e informatiche che oggi prescindono da beni strumentali.